8. La decolonizzazione
8.3. Non allineamento e sottosviluppo

La dipendenza tecnologica del Terzo mondo

L'orientamento per cui i paesi sviluppati, nel loro rapporto con quelli sottosviluppati dovrebbero prestare una particolare attenzione al benessere e allo sviluppo economico di questi ultimi e persino assumersi la responsabilità collettiva di sostenerli con aiuti rappresenta un'idea del tutto nuova. Nei paesi sviluppati, si osservava allora, esisteva una tecnologia altamente produttiva; i paesi sottosviluppati avrebbero dovuto semplicemente importarla per evitare di doverla lentamente elaborare da sé. In questo campo, come in altri del resto solo gradualmente ci si è resi conto delle difficoltà specifiche dei paesi sottosviluppati. Si sono dovute trarre dure lezioni, in parte dalle vicende di quei paesi negli ultimi 25 anni e in parte dagli studi più approfonditi sui loro problemi. In primo luogo si è appreso che la tecnologia scientifico-industriale, per ottenere i massimi risultati nei paesi sottosviluppati, non può semplicemente essere importata ma deve essere adattata alle condizioni specifiche là dominanti. [...] I fattori di produzione, capitale e lavoro, si rendono disponibili in proporzioni completamente diverse. Vi è scarsità relativa di dirigenti, ingegneri e operai istruiti esperti e specializzati. I mercati interni sono limitati, e impediscono alle industrie di raggiungere economie di scala, a meno di non conquistare rapidamente ampi mercati di esportazione. [...]

Del resto, i trasferimenti di tecnologia richiedono a loro volta costi tutt'altro che insignificanti per il pagamento di diritti su brevetti e know-how. [...] Il trasferimento di tecnologia attraverso joint-ventures richiede spesso costi straordinari per l'imposizione di sovraprezzi sui beni intermedi importati e la sottostima dei prezzi delle merci finali esportate, o per agevolazioni ed esenzioni fiscali, il cui costo complessivo è impossibile da valutare. Anche quando il trasferimento viene effettuato attraverso prestiti a lungo termine concessi da singoli paesi sviluppati, la pratica universalmente diffusa di collegare questo "aiuto" all'obbligo di importare merci dallo stesso paese creditore comporta il pagamento di prezzi più elevati - dal 20 al 40 per cento - di quelli che si pagherebbero se le importazioni dall 'estero fossero completamente libere. [...]

Dall'inizio degli anni cinquanta si è a lungo discusso sulla possibilità di adattare la tecnologia trasferita ai paesi sottosviluppati per renderla più labour-intensive [ad alta intensità di lavoro] . I paesi sottosviluppati sono di norma privi di capitali, mentre la loro forza-lavoro è ampiamente sotto-utilizzata ed è destinata ad esserlo ancora di più a causa della sempre più rapida crescita della popolazione in età da lavoro. [...]

Il trasferimento di tecnologia alle agricolture dei paesi sottosviluppati presenta viceversa problemi di tutt'altro genere. A parte le grandi piantagioni in alcuni di questi paesi, che dovrebbero essere ricondotte più propriamente all'industria, i rendimenti sono ovunque bassi. A bassi rendimenti corrispondono gravi deficienze nutrizionali, che attualmente minacciano di peggiorare. Nella maggior parte dei paesi non esiste molta terra non coltivata da mettere a produzione. L'unica speranza di aumentare la produzione consiste nelle colture intensive sostenute da tecnologia avanzata. [...] La nuova tecnologia deve essere tuttavia ad alta intensità di lavoro. In caso contrario essa finirebbe per alimentare le correnti migratorie verso le baraccopoli urbane. La tecnologia agricola dei paesi sviluppati [...] non è del tutto adattabile alle condizioni dei paesi sottosviluppati. Cionondimeno vi possono essere importanti eccezioni, come l'inseminazione artificiale del bestiame, nuovi metodi di prevenzione delle malattie delle piante e, certamente, sementi ad alto rendimento. Correttamente adattate alle condizioni locali, a queste tecniche potrebbero essere applicati metodi labour-intensive col duplice scopo di aumentare sia i rendimenti che l'occupazione. [...]