8.3. Non allineamento e sottosviluppo

I nuovi stati indipendenti intendevano continuare la lotta contro il colonialismo, ma restando al di fuori della logica della guerra fredda. Per iniziativa dell'India di Nehru, dell'Egitto di Nasser, a cui si aggiunse la Yugoslavia di Tito uscita dal blocco sovietico, fu convocata nel 1955 la Conferenza afroasiatica di Bandung. Nasce il Movimento dei Non Allineati, che andò progressivamente aumentando le sue file, ma al tempo stesso accentuando la sua eterogeneità.

Risultò infatti sempre più difficile attuare una politica di neutralismo attivo a causa della presenza di un diffuso sottosviluppo che spinse molti stati a scegliere modelli di modernizzazione antitetici, basati sulla supremazia del mercato o dello stato. Gli stretti legami con la vecchia madre patria, la corruzione della nuova classe dirigente e il condizionamento ideologico portarono in molti casi all'instaurarsi di dittature, come quella di Idi Amin in Uganda, e alla proliferazione di guerre civili e etniche spesso condizionate da interessi economici, come nel caso del Congo tra il 1960 e il 1971.

Seppur diversa da paese a paese, l'arretratezza aveva caratteristiche comuni: un'agricoltura tradizionale dominata dal latifondo, una popolazione in continua crescita, infrastrutture inadeguate, analfabetismo e sottoalimentazione diffusa. Inoltre, a rendere più difficile la strada verso la modernizzazione, contribuì la forte dipendenza dall'estero che favorì una nuova forma di sfruttamento da parte delle grandi compagnie multinazionali. I paesi del Terzo mondo erano relegati al ruolo di esportatori di materie prime a basso prezzo. Questo fenomeno fu particolarmente evidente nell'America Latina, dove gli interessi politici degli USA e quelli delle multinazionali si coalizzarono nel sostenere oligarchie terriere e regimi autoritari. In piena guerra fredda la rivoluzione cubana (1959) di Fidel Castro, che gli USA tentarono inutilmente di soffocare, e la creazione di focolai di guerriglia (esempio in Bolivia) organizzati da Ernesto Che Guevara rilanciarono la sfida all'egemonia americana.