L'episodio del golfo del Tonchino appare chiaramente un pretesto per estendere il conflitto al territorio nordvietnamita. I "Programmi d'azione" stilati da William Bundy fanno esplicito riferimento ad azioni clandestine già in atto prima degli avvenimenti dell'agosto e che si intendeva riprendere non appena fosse venuto il momento propizio.
Il memorandum n. 273, Azione di sicurezza nazionale, mostra chiaramente la decisa volontà del presidente di assicurare la vittoria contro l'insurrezione comunista nel Vietnam del Sud, diretta ed appoggiata dall'esterno. Per conseguire tale vittoria, i capi di stato maggiore riuniti ritengono che gli Stati Uniti debbano essere disposti ad accantonare molte delle restrizioni volontariamente assunte che limitano l'efficacia dei nostri sforzi e a intraprendere azioni più decise che possono implicare maggiori rischi. [...]
Attualmente, noi e i sudvietnamiti stiamo combattendo la guerra alle condizioni imposte dal nemico. È a lui stabilire la località, il tempo e la tattica della battaglia, mentre le nostre azioni sono essenzialmente di risposta. Una ragione sta nel fatto che ci siamo imposti di operare nell'ambito di restrizioni volontariamente assunte legate all'obiettivo di impedire aiuti esterni ai Vietcong. Tali restrizioni richiedono di mantenere la guerra entro i confini del Vietnam del Sud, d'evitare il diretto impiego di forze di combattimento USA, e di limitare la nostra direzione della campagna ad un'opera di consulenza presso il governo del Vietnam. [...] Un atteggiamento diverso e l'adozione di un programma più aggressivo aumenterebbero la nostra capacità di tenere sotto controllo le proporzioni in cui si verificherà un'escalation.
[...] È nostra convinzione che, se l'appoggio esterno all'insurrezione in termini di direzione operativa, personale e materiale fosse bloccato completamente, il carattere della guerra nel Vietnam del Sud verrebbe sostanzialmente mutato in senso positivo. A motivo di tale convinzione, siamo pienamente favorevoli all'esecuzione di azioni clandestine contro il Vietnam del Nord che Lei ha recentemente proposto al presidente. A nostro parere, tuttavia sarebbe ozioso concludere che queste iniziative avranno un effetto decisivo sulla volontà comunista di appoggiare l'insurrezione; riteniamo perciò di dover prepararci con impegno ad affrontare un assai più alto livello operativo non solo per il suo benefico effetto tattico, ma per rendere chiara la nostra determinazione ai nostri amici come ai nostri nemici. [...]