Trasformato sin dal 1914 in protettorato inglese, l'Egitto divenne un Regno autonomo nel 1922 e ottiene la
piena indipendenza nel 1936. Alla Gran Bretagna resta comunque il pieno controllo del canale di Suez, importante
sia per ragioni strategiche che per motivi economici (il possesso del 44% delle azioni del canale offre
infatti enormi profitti al governo britannico).
L'annuncio della nazionalizzazione del canale è contenuto nel seguente discorso di Gamal Abd el Nasser del luglio 1956.
Oggi siamo tutti qui per porre assolutamente fine a un passato sinistro e se ci rivolgiamo verso questo passato è unicamente allo scopo di distruggerlo. Non permetteremo che il canale di Suez sia uno Stato nello Stato. Oggi il canale di Suez è una società egiziana le cui azioni sono possedute dall'Inghilterra per il 44%. L'Inghilterra ha goduto fino a oggi dei benefici di queste azioni. Il reddito del canale, nel 1955, è stato valutato a 35 milioni di lire egiziane cioè a 100 milioni di dollari: di tale somma ci è stato attribuito solo un milione di lire egiziane, vale a dire 3 milioni di dollari. Ecco dunque la società egiziana, creata per il benessere dell'Egeo secondo quanto proclamava l'Atto di concessione!
La povertà non è un disonore; lo è lo sfruttamento dei popoli. Ci riprendiamo tutti i diritti perché questi fondi sono nostri e questo canale è proprietà dell'Egitto. La Compagnia è una società anonima egiziana e il canale fu aperto grazie alle fatiche di 120'000 egiziani, che trovarono la morte durante l'esecuzione dei lavori. Sotto il nome di Società del canale di Suez, di Parigi, si nasconde solo uno sfruttamento. Noi costruiremo la diga e otterremo tutti i diritti che abbiamo perduti. Manteniamo le nostre aspirazioni e i nostri desideri. I 35 milioni di lire egiziane che la Compagnia incassa ce li prenderemo per il benessere dell'Egitto. Oggi dunque dichiaro, cari cittadini, che costruendo la diga edificheremo una fortezza d'onore e di gloria. Dichiariamo che tutto l'Egitto è un solo fronte unico e un blocco nazionale inseparabile. Tutto l'Egitto lotterà fino all'ultima goccia di sangue per la costruzione del Paese.
Proseguiremo nei nostri sforzi per distruggere una volta per tutte ogni traccia d'occupazione e di sfruttamento. Dopo cento anni ognuno è tornato in possesso dei propri diritti e oggi noi costruiamo il nostro edificio demolendo uno Stato che viveva all'interno del nostro Stato. Il canale di Suez deve servire al benessere dell'Egitto, non al suo sfruttamento. Veglieremo sui diritti di ciascuno. La nazionalizzazione del canale di Suez è divenuta un fatto compito... Auguro agli imperialisti di morire di rabbia: nei loro Stati non ho trovato alcun desiderio di cooperare tecnicamente all'industrializzazione del nostro Paese.
In quattro anni abbiamo sentito che siamo divenuti più forti e più coraggiosi e così come fummo capaci di detronizzare il re il 26 luglio, nello stesso giorno nazionalizziamo la Compagnia del canale. [...] In Egitto non esisterà altra sovranità che non sia quella del popolo egiziano; un popolo che avanza compatto contro tutti gli aggressori e le congiure degli imperialisti sulla via della costruzione e dell'industrializzazione. Realizzeremo una gran parte delle nostre aspirazioni e costruiremo effettivamente il nostro Paese, poiché non esiste più nessuno che si possa ingerire negli affari dell'Egitto. Oggi siamo liberi e indipendenti.