La liberazione dell'Indocina dal pesante dominio coloniale francese (affermatosi sin dal 1887) avviene
grazie a una cruenta guerra iniziata nel 1946 e concludasi nel 1954.
Le prime forme di lotta contro l'oppressione coloniale risalgono al 1941, quando il leader del Partito
comunista Ho Chi-minh (1890-1969) fonda il Fronte per l'indipendenza dell'Indocina, denominato Vietminh, il
cui scopo è promuovere continue azioni di guerriglia contro le truppe d'occupazione francesi e giapponesi.
Con la fine della Seconda guerra mondiale e la sconfitta del Giappone, Ho Chi-minh può proclamare l'indipendenza
della Repubblica democratica del Vietnam, con capitale Hanoi (settembre 1945); a essa si oppone il governo
francese che dopo aver restaurato nelle regioni meridionali della penisola l'antico impero di Annam Bao Dai,
cerca di riconquistare, con l'aiuto militare degli Usa, anche le regioni settentrionali.
Compatrioti evacuati, i colonialisti francesi, che ignorano le leggi dell'umanità e dell'onore, hanno scatenato la guerra.
Massacrano, saccheggiano, incendiano. A causa loro il padre deve abbandonare i figli, il marito la moglie. Ovunque vanno seminando lutti e sventure.
Per difendere la nostra indipendenza e la nostra libertà, resistiamo accanitamente. Per quanto sta in voi, avete abbandonato il vostro tetto e i vostri beni, avete lasciato i vostri paesi. Il governo e la popolazione delle retrovie non potevano lasciarvi affrontare le terribili prove di una vita nomade e hanno cercato in ogni modo di darvi un tetto e un lavoro.
Quali sono dunque, oggi, i vostri doveri?
Voi siete evacuati, preferendo una vita dura e precaria alla coabitazione col nemico.
So che molti di voi, prima di partire, hanno consegnato ai nostri combattenti tutte le loro scorte di viveri piuttosto che vederle cadere in mano dei nostri avversari. Molti hanno appiccato con le loro stesse mani il fuoco alla propria casa per impedire ai colonialisti di servirsene. Così facendo, avete già gloriosamente contribuito alla resistenza; occorre continuare su questa strada.
Gli intellettuali debbono mettere il loro sapere al servizio del progresso culturale nelle campagne: possono dedicarsi alla propaganda in favore della resistenza, o prestare la loro opera nel campo dell'insegnamento popolare.
Chi ha terreni deve allestire in comune piccole aziende: si eviterà cosi di restare oziosi, di consumare i capitali per vivere, e si potrà aiutare nel contempo un certo numero di lavoratori evacuati. Il governo presterà a tutti quelli che lo faranno un aiuto generoso.
Per quanto riguarda gli operai, la Federazione del lavoro e il governo hanno elaborato un piano per dare loro del lavoro. Essi debbono iscriversi subito nelle liste apposite per essere assunti. Per quanto riguarda i contadini e gli altri evacuati, il governo e la popolazione delle retrovie hanno già preso le misure necessarie per aiutarli. Spero che tutti seguiranno le indicazioni date dai comitati di evacuazione e che si recheranno nelle località prestabilite. Si è fatto in modo che tutti possano guadagnarsi da vivere. In questo modo, ognuno continuerà a esercitare il proprio mestiere e potrà incrementare la produzione.
Il governo e io pensiamo a voi ogni minuto della nostra giornata. Stiamo attraversando un momento difficile, e dobbiamo affrontarlo insieme di buon animo. Quando la resistenza vittoriosa ci riporterà l'indipendenza, faremo tutti una gran festa. I discendenti dei Lac Hong sono indomabili. Le difficoltà non li hanno mai sgomentati.