Il seguente proclama fu diffuso il 1° novembre 1954, in coincidenza con un'ondata di attentati antifrancesi in tutta l'Algeria. Esso segnò l'inizio della fase più radicale della lotta per l'indipendenza algerina, quella guidata dal Fronte di liberaziona nazionale (Fln) di Mohammed Ben Bella.
Al popolo algerino,
Ai militanti della causa nazionale!
A voi die siete chiamati a giudicarci (il primo in maniera generale, i secondi in modo del tutto particolare), la nostra preoccupazione nel diffondere il presente proclama è di illuminarvi sulle ragioni profonde che ci hanno spinto ad agire, esponendovi il nostro programma, il senso della nostra azione, il buon fondamento delle nostre idee, il cui obiettivo rimane l'indipendenza nazionale nel quadro nord-africano. È pure nostro desiderio evitarvi la confusione che potrebbero fomentare l'imperialismo e i suoi agenti amministrativi ed altri politicanti corrotti.
Noi riteniamo innanzi tutto che, dopo decenni di lotta, il movimento nazionale abbia raggiunto la sua fase finale di realizzazione. In effetti, dato che lo scopo di un movimento rivoluzionario è quello di creare tutte le condizioni d'un'azione liberatrice, noi pensiamo che, quanto alle condizioni interne, il popolo è unito dietro la parola d'ordine d'indipendenza e d'azione, e quanto alle condizioni esterne, il clima di distensione è favorevole alla soluzione dei problemi minori, fra i quali il nostro, soprattutto grazie all'appoggio diplomatico dei nostri fratelli arabo-musulmani. Gli avvenimenti di Marocco e Tunisia sono a questo proposito significativi e imprimono un segno profondo nel processo della lotta di liberazione dell'Africa del Nord. È da notare, in questo campo, che siamo stati da lungo tempo i precursori dell'unità d'azione, sfortunatamente mai realizzata fra i tre paesi.
Oggi, gli uni e gli altri sono risolutamente avviati lungo questa strada e noi, relegati nelle ultime file, subiamo la sorte di coloro che sono lasciati indietro.
È così che il nostro movimento nazionale, scompaginato da anni d'immobilismo e di routine, male orientato, privo del sostegno indispensabile dell'opinione popolare, sorpassato dagli avvenimenti, si va progressivamente disgregando, con grande soddisfazione del colonialismo, convinto di aver riportato la più grande vittoria della sua lotta contro l'avanguardia algerina. L'ora è grave!
Dinanzi a questa situazione che rischia di diventare irreparabile, un gruppo di giovani responsabili e di militanti consapevoli, raggruppante intorno a sé la maggioranza degli elementi ancora sani e decisi, ha ritenuto giunto il momento di far uscire il movimento nazionale dal vicolo cieco in cui l'hanno cacciato i personalismi e le lotte di fazione, per lanciarlo a fianco dei fratelli marocchini e tunisini nella vera lotta rivoluzionaria. | ...j
Ponendo l'interesse nazionale al di sopra di tutte le considerazioni meschine ed erronee di persona e di prestigio, conformemente ai principi rivoluzionari, la nostra azione è diretta unicamente contro il colonialismo, unico nemico e cieco, che si è sempre rifiutato di concedere la minima libertà con i mezzi della lotta pacifica.
Sono queste, a nostro avviso, ragioni sufficienti perché il nostro movimento di rinnovamento si presenti sotto l'etichetta di Fronte di Liberazione Nazionale, districandosi così da tutte le possibili compromissioni ed offrendo a tutti i patrioti algerini di tutti gli strati sociali, di tutti i partiti e movimenti puramente algerini, la possibilità d'integrarsi nella lotta di liberazione a prescindere da qualsiasi altra considerazione.
Per la precisione, tracciamo qui di seguito le linee essenziali del nostro programma politico:
Per il raggiungimento di queste finalità, il Fronte di Liberazione Nazionale avrà due compiti essenziali da assolvere direttamente e simultaneamente: un'azione interna sia sul piano politico che su quello dell'azione vera e propria, ed un'azione esterna mirante a fare del problema algerino una realtà per il mondo intero, con l'appoggio dei nostri alleati naturali.
È questo un compito spossante che rende necessaria la mobilitazione di tutte le energie e di tutte le risorse nazionali. È vero: la lotta sarà lunga, ma l'esito è certo.
Infine, allo scopo di evitare false interpretazioni e argomentazioni pretestuose, per provare il nostro desiderio effettivo di pace e circoscrivere le perdite di vite umane e l'effusione di sangue, presentiamo una piattaforma onorevole di discussione alle autorità francesi, per il caso in cui queste ultime siano in buona fede e riconoscano una volta per tutte ai popoli che tengono soggiogati il diritto di disporre di se medesimi.