Il 14 maggio 1948, appena poche ore prima che scadesse il mandato britannico sulla Palestina, Ben Gurion proclamò, alla presenza dei delegati del Consiglio nazionale ebraico rappresentante del giudaismo palestinese e del movimento sionistico mondiale, la costituzione dello Stato di Israele.
La terra di Israele fu la culla del popolo ebraico. Qui fu formata la sua entità spirituale, religiosa e nazionale. Qui esso conquistò l'indipendenza e creò una civiltà di significato nazionale ed universale. Qui esso scrisse e dette la Bibbia al mondo.
Esiliato dalla Palestina, il popolo giudaico rimase ad essa fedele in tutti i paesi della sua dispersione, non cessando mai di pregare e di sperare per il ritorno e per la restaurazione della propria libertà nazionale. Spinti da questa storica associazione, gli Ebrei lungo tutti i secoli si sforzarono di tornare alla terra dei loro padri e di ricuperare la dignità di Stato. In decenni recenti sono ritornati in massa. Essi hanno bonificato il deserto, fatto rivivere la loro lingua, costruito città e villaggi e stabilito una comuntà vigorosa ed in continua espansione, con una propria vita economica e culturale. Cercarono pace, ma erano preparati a difendersi. Recarono la benedizione del progresso a tutti gli abitanti del paese.
Nell'anno 1897 il primo Congresso Sionista, ispirato dall'intuizione di Theodor Herzl di uno Stato ebraico, proclamò il diritto del popolo ebraico alla rinascita nazionale nella loro terra. Il diritto fu riconosciuto dalla "Dichiarazione Balfour" del 2 novembre 1917 e riaffermato dal Mandato della Società delle Nazioni, che dette esplicito riconoscimento internazionale allo storico legame del popolo ebraico con la Palestina ed al suo diritto di mantenere la sua "sede nazionale". L'olocausto nazista che inghiottì milioni di Ebrei in Europa, dimostrò di nuovo l'urgenza del ristabilimento dello Stato ebraico, che risolverebbe il problema della mancanza di patria per gli Ebrei, aprendo le porte a tutti gli Ebrei ed innalzando il popolo ebraico al livello degli altri popoli nella famiglia delle nazioni. I sopravvissuti alla catastrofe europea, come pure gli Ebrei provenienti da altre terre, proclamando il loro diritto ad una vita di dignità, libertà e lavoro, e non impediti da pericoli, avversità e ostacoli, hanno tentato incessantemente di entrare in Palestina. Nella seconda guerra mondiale il popolo ebraico in Palestina offrì la sua totale cooperazione alla lotta delle nazioni amanti della libertà contro il male nazista. I sacrifici dei loro soldati e le fatiche dei loro lavoratori meritarono loro il diritto di esser collocati insieme coi popoli che hanno operato per la nascita delle Nazioni Unite.
Il 29 novembre 1947 l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato una decisione a favore della fondazione di uno Stato Ebreo indipendente in Palestina ed invitato gli abitanti del paese a prendere le misure richieste da parte loro per attuare il piano. Questo riconoscimento, da parte delle Nazioni Unite, del diritto del popolo ebraico di stabilire un proprio Stato indipendente non può essere annullato.
È, d'altronde evidente diritto del popolo ebraico quello di essere una nazione come tutte le altre nazioni, nel suo proprio Stato sovrano. Di conseguenza, noi, membri del Consiglio Nazionale, rappresentando il popolo ebraico in Palestina e il movimento sionista mondiale [...], con questo mezzo proclamiamo la fondazione dello Stato Ebraico in Palestina con il nome di Medinat Yisrael.
Alle ragioni di Israele i Palestinesi ribattono che la Palestina è incontestabilmente araba, perché vi abitano da almeno 1300 anni, perché vi possiedono legittimamente terre e case. Nessuno mai aveva loro contestato questo diritto, fino al momento in cui si insediarono, responsabile la Gran Bretagna, due milioni di Ebrei stranieri piovuti da tutte le parti del mondo, i quali si aggiunsero ai piccoli nuclei ebraici preesistenti.
Lo sapevate: