Il 14 dicembre 1960, a suggello di quello che fu definito "l'anno dell'Africa" perché segnò la conquista dell'indipendenza da parte di un gran numero di paesi africani, l'assemblea generale delle Nazioni Unite approvò il seguente documento di condanna del colonialismo: un documento che si riallaccia allo spirito originario della massima organizzazione internazionale, fondata fin dalla sua nascita sul principio di autodeterminazione dei popoli.
L'assemblea generale, cosciente della determinazione proclamata dai popoli del mondo nella Carta delle Nazioni Unite di riaffermare la loro fiducia nei fondamentali diritti umani, nella dignità e nel valore della persona umana, nel diritto all'uguaglianza degli uomini e delle donne e delle nazioni grandi e piccole e di promuovere il benessere sociale ed un più alto livello di vita nel rispetto della libertà; convinta della necessità di creare condizioni di stabilità e di benessere e di relazioni pacifiche e amichevoli basate sul rispetto dei principi di uguaglianza e di autodeterminazione per tutti i popoli, e di universale rispetto e osservanza dei diritti e delle libertà umane per tutti senza distinzione di razza, sesso, lingua o religione; riconoscendo l'appassionata aspirazione alla libertà dei popoli dipendenti ed il ruolo decisivo di questi popoli nella conquista della propria indipendenza; cosciente dei conflitti derivanti dal fatto di rifiutare la libertà a questi popoli o dall'articolarla a conflitti che creerebbero una grave minaccia alla pace mondiale; considerando il ruolo rilevante delle Nazioni Unite nell'assistere i movimenti indipendenti nei territori dipendenti sotto tutela; riconoscendo che i popoli del mondo desiderano ardentemente la fine del colonialismo e delle sue manifestazioni; convinta che il perdurare del colonialismo impedisce lo sviluppo della cooperazione economica internazionale, impedisce lo sviluppo sociale, culturale ed economico dei popoli dipendenti e contrasta l'ideale di pace universale proprio delle Nazioni Unite; affermando che i popoli debbono, per i propri fini, disporre liberamente della propria naturale ricchezza e delle proprie risorse senza pregiudizio alcuno per gli obblighi derivanti dalla cooperazione economica internazionale, basata sul principio del mutuo beneficio, e dalla legge internazionale; credendo che il processo di liberazione è irresistibile e irreversibile e che, per evitare serie crisi, deve essere posto un termine al colonialismo ed alle pratiche di segregazione e discriminazione ad esso associate; dando il benvenuto al raggiungimento negli anni recenti da parte di un gran numero di territori dipendenti della libertà e dell'indipendenza, e riconoscendo le crescenti tendenze verso la libertà in quei territori che non hanno ancora conseguito l'indipendenza; convinta che tutti i popoli hanno l'inalienabile diritto alla completa libertà, all'esercizio della sovranità ed all'integrità del loro territorio nazionale: solennemente proclama la necessità di portare ad una rapida fine senza condizioni il colonialismo in tutte le sue forme e manifestazioni.
A questo fine, decide quanto segue: