8. La decolonizzazione
8.1. Le origini della decolonizzazione

L'ONU contro il colonialismo

Il 14 dicembre 1960, a suggello di quello che fu definito "l'anno dell'Africa" perché segnò la conquista dell'indipendenza da parte di un gran numero di paesi africani, l'assemblea generale delle Nazioni Unite approvò il seguente documento di condanna del colonialismo: un documento che si riallaccia allo spirito originario della massima organizzazione internazionale, fondata fin dalla sua nascita sul principio di autodeterminazione dei popoli.

L'assemblea generale, cosciente della determinazione proclamata dai popoli del mondo nella Carta delle Nazioni Unite di riaffermare la loro fiducia nei fondamentali diritti umani, nella dignità e nel valore della persona umana, nel diritto all'uguaglianza degli uomini e delle donne e delle nazioni grandi e piccole e di promuovere il benessere sociale ed un più alto livello di vita nel rispetto della libertà; convinta della necessità di creare condizioni di stabilità e di benessere e di relazioni pacifiche e amichevoli basate sul rispetto dei principi di uguaglianza e di autodeterminazione per tutti i popoli, e di universale rispetto e osservanza dei diritti e delle libertà umane per tutti senza distinzione di razza, sesso, lingua o religione; riconoscendo l'appassionata aspirazione alla libertà dei popoli dipendenti ed il ruolo decisivo di questi popoli nella conquista della propria indipendenza; cosciente dei conflitti derivanti dal fatto di rifiutare la libertà a questi popoli o dall'articolarla a conflitti che creerebbero una grave minaccia alla pace mondiale; considerando il ruolo rilevante delle Nazioni Unite nell'assistere i movimenti indipendenti nei territori dipendenti sotto tutela; riconoscendo che i popoli del mondo desiderano ardentemente la fine del colonialismo e delle sue manifestazioni; convinta che il perdurare del colonialismo impedisce lo sviluppo della cooperazione economica internazionale, impedisce lo sviluppo sociale, culturale ed economico dei popoli dipendenti e contrasta l'ideale di pace universale proprio delle Nazioni Unite; affermando che i popoli debbono, per i propri fini, disporre liberamente della propria naturale ricchezza e delle proprie risorse senza pregiudizio alcuno per gli obblighi derivanti dalla cooperazione economica internazionale, basata sul principio del mutuo beneficio, e dalla legge internazionale; credendo che il processo di liberazione è irresistibile e irreversibile e che, per evitare serie crisi, deve essere posto un termine al colonialismo ed alle pratiche di segregazione e discriminazione ad esso associate; dando il benvenuto al raggiungimento negli anni recenti da parte di un gran numero di territori dipendenti della libertà e dell'indipendenza, e riconoscendo le crescenti tendenze verso la libertà in quei territori che non hanno ancora conseguito l'indipendenza; convinta che tutti i popoli hanno l'inalienabile diritto alla completa libertà, all'esercizio della sovranità ed all'integrità del loro territorio nazionale: solennemente proclama la necessità di portare ad una rapida fine senza condizioni il colonialismo in tutte le sue forme e manifestazioni.

A questo fine, decide quanto segue:

  1. la soggezione dei popoli a un giogo, a una dominazione e a uno sfruttamento stranieri costituisce una negazione dei diritti fondamentali dell'uomo, è contraria alla Carta delle Nazioni Unite e compromette la causa della pace e della cooperazione mondiale;
  2. tutti i popoli hanno il diritto alla libera decisione. In virtù di questo diritto essi decidono liberamente il loro sviluppo economico, sociale e culturale;
  3. la mancanza di preparazione nei campi politico, economico e sociale o in quello dell'istruzione non deve mai essere presa come pretesto per ritardare l'indipendenza;
  4. sarà posta fine ad ogni azione armata e a tutte le misure di repressione, di qualsiasi genere esse siano, dirette contro i popoli dipendenti, per permettere a questi popoli di esercitare pacificamente e liberamente il loro diritto all'indipendenza completa, e l'integrità del loro territorio nazionale sarà rispettata;
  5. misure immediate saranno adottate nei territori sotto tutela, nei territori non autonomi e in tutti gli altri territori che non hanno ancora acceduto all'indipendenza, per trasferire tutti i poteri ai popoli di detti territori, senza alcuna condizione né riserva, conformernente alla loro volontà e ai loro voti liberamente espressi, senza alcuna distinzione di razza, di fede e di colore, in modo da permettere loro di godere di un'indipendenza e di una libertà completa;
  6. ogni tentativo mirante a distruggere parzialmente o totalmente l'unità nazionale e l'integrità territoriale di un paese è incompatibile con gli scopi e i principi della Carta delle Nazioni Unite, della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e della presente dichiarazione sulla base dell'eguaglianza, della non ingerenza negli affari interni degli Stati e del rispetto dei diritti sovrani e dell'integrità territoriale di tutti i popoli.