Dalla "Relazione del Consiglio di direzione sulla gestione dell'anno scolastico 2001/02"

 

Introduzione

 

Nell'anno scolastico trascorso la Direzione è stata fortemente impegnata sul piano della gestione di questioni di carattere disciplinare, personale o attinenti alle relazioni tra diverse componenti della scuola.

Si è riscontrato un aumento di casi di indisciplina da parte di un certo numero di allievi, in modo particolare in qualche classe prima: sia sul piano del rispetto dei regolamenti scolastici e delle infrastrutture, sia per quanto riguarda le relazioni interpersonali tra allievi o tra questi e i docenti, sia infine con riferimento a comportamenti sanzionati dalla legge, quantunque sempre più tollerati o sottovalutati dalla pubblica opinione. In alcuni casi la Direzione, dopo aver ascoltato le parti in causa, non ha ritenuto di potersi esimere dal comminare, con misura ma senza lassismo, le sanzioni previste dai regolamenti vigenti. In un caso, i ripetuti interventi della Direzione e le conseguenti rimostranze familiari sono stati l'occasione per indurre la persona interessata a liberarsi di un vissuto pluriennale di angherie patite, fino allora tenuto rinchiuso nella propria coscienza.

Un altro aspetto preoccupante è costituito dai crescenti sintomi di demotivazione e disinteresse da parte di alcuni allievi nei confronti della scuola. È questo il risvolto scolastico di un fenomeno più vasto: siamo confrontati con una generazione di giovani che "vogliono tutto e subito", a ciò diseducati dagli allettanti messaggi dei più o meno occulti persuasori massmediatici dellasocietà dell'effimero. Una società che dileggia l'etica del sacrificio, una società insomma in cui sembra che non valga più la pena di sobbarcarsi qualche fatica per raggiungere degli obiettivi.

I fenomeni sopra delineati non possono non ripercuotersi sul nostro ruolo di docenti ed educatori.

Sempre più sovente, docenti e Direzione sono confrontati con problemi personali di alcuni allievi. L'esperienza mostra che i motivi vanno ricercati perlopiù nella sfera familiare, anche se non si possono trascurare gli altri agenti sociali.

È evidente che il corpo docente non può ignorare queste sollecitazioni, accampando la propria incompetenza professionale. A questo proposito, ricordiamo la presenza in sede di un regolare servizio di consulenza psicologica, e le numerose attività di prevenzione che l'istituto organizza. Tuttavia, anche i singoli docenti si trovano talvolta nella necessità di far fronte con urgenza a situazioni concrete e delicate: un primo aiuto può essere richiesto agli operatori di "Antenna Alice", le cui coordinate sono state comunicate a tutti gli insegnanti dell'istituto. Inoltre, la psicologa consulente è a disposizione dei docenti, in sede (una volta la settimana) o presso il centro psicosociale di Coldrerio, per consigliarli su come agire in questi frangenti.

D'altra parte, l'aumento dei compiti burocratici e amministrativi che incombono alla Direzione ne distoglie talvolta le energie dai problemi più specificamente pedagogici e didattici, che dovrebbero sempre essere al centro dell'attenzione. A questo proposito, riteniamo che una soluzione proficua potrebbe consistere nell'affidamento di certe incombenze di carattere burocratico a un funzionario amministrativo.