Dalla "Relazione del Consiglio di direzione sulla gestione dell'anno scolastico 2000/01"
Consigli di classe
I consigli di classe si sono regolarmente riuniti a metà e alla fine di ciascun semestre per procedere agli adempimenti rituali in sede di valutazione. Le riunioni di fine semestre e di fine anno hanno ormai, nella stragrande maggioranza dei casi, la semplice funzione di prendere atto e di ratificare il profitto generale dell'allievo; più utili appaiono, al confronto, le riunioni di metà semestre, nelle quali l'assenza di note precisamente determinate concede sovente più spazio all'approfondimento dei singoli casi. A questo proposito riteniamo opportuno che, anche alla metà del primo semestre, si fornisca un quadro il più possibile completo, ancorché necessariamente provvisorio, del profitto degli allievi: dopo due mesi abbondanti di scuola dovrebbe essere possibile, anche per le materie con una dotazione oraria ridotta, disporre di almeno un elemento di valutazione.
La riforma ha introdotto dei mutamenti anche nella struttura della classe e del consiglio di classe: il numero dei docenti che lo compongono è mediamente aumentato, non solo per l'introduzione di nuove discipline e per l'insegnamento integrato di altre, ma anche in seguito al principio ispiratore della personalizzazione dei curricoli. In questa situazione il consiglio di classe viene anche a costituire, specialmente per le classi prime, un utile momento di reciproca conoscenza e familiarizzazione tra i colleghi che ne fanno parte.
La durata dei consigli di classe è piuttosto variabile, a dipendenza di parecchi fattori (andamento generale della classe, questioni disciplinari, numero dei docenti, ma anche personalità del docente di classe che dirige la riunione). Di conseguenza possono crearsi da un lato ritardi nell'inizio di una riunione, dall'altro intervalli tra un consiglio e il successivo. Ciò può essere causa di nervosismo e di incomprensioni, soprattutto per quei docenti che insegnano in un gran numero di classi o in più sedi. Un tentativo di accelerare il ritmo di convocazione dei consigli di classe (uno ogni mezz'ora), esperito nel corso dell'anno scolastico 2000/2001, ha però dovuto essere abbandonato in quanto si è rivelato difficilmente praticabile almeno per le classi prime.
Segnaliamo infine che il Consiglio di direzione ha ritenuto opportuno convocare una riunione straordinaria del consiglio di classe della 1B, in vista delle sanzioni disciplinari da adottare in seguito ai comportamenti assunti da alcune allieve durante il corso di sci e al conseguente rientro anticipato disposto dai docenti responsabili.
L'esame di maturità
Nel giugno 200l sono stati consegnati i primi attestati di maturità secondo il Regolamento degli studi liceali del 24 giugno 1997. Accanto all'esame nelle due discipline dei linguaggi fondamentali (italiano e matematica), gli allievi hanno sostenuto l'esame nell'opzione specifica, nella seconda lingua (nazionale) e nelle scienze umane. I gruppi di materia coinvolti hanno lavorato con impegno, cercando anche di pianificare l'esame secondo le indicazioni dei piani di studio cantonali e di sede. Si è trattato di strutturare l'esame, chiedendosi innanzitutto quali competenze e quali capacità si intendono verificare attraverso di esso.
Una rilevante novità è costituita dagli esami integrati di biologia e chimica, rispettivamente di fisica e applicazioni della matematica. L'integrazione delle due materie funziona quando i docenti si incontrano regolarmente, pianificano assieme l'insegnamento e le prove di verifica, per giungere alla fine alla stesura dell'esame di maturità in forma congiunta. Sforzi in questa direzione sono stati fatti, ma c'è sicuramente ancora del lavoro da fare.
Un'altra novità è stato l'esame di scienze umane. Il compromesso escogitato per la sua realizzazione è a nostro avviso insoddisfacente a causa del suo eccessivo meccanicismo: sulla base delle note, consegnate separatamente, vengono effettuate le medie aritmetiche, senza che il docente di storia, rispettivamente di geografia, conosca (nel vero senso del termine) la nota dell'esame dell'altra materia. Una tendenza registrata anche nelle altre sedi liceali è stata poi la scelta dell'esame scritto di storia e orale di geografia da parte di più del 90% degli allievi. Da un'indagine sommaria presso i maturandi risulta come la scelta dell'esame scritto di storia venga fatta perché per questa disciplina "si sa cosa studiare", "la materia è più precisa", mentre nell'esame orale di geografia "si può mettere più del proprio, è più libero".
Nell'ambito delle scienze umane si è poi notata la totale ininfluenza della disciplina "Introduzione all'economia e al diritto", sia per quanto concerne l’assegnazione della nota finale sia nell'organizzazione dell'esame di maturità. Ancora più assurdo appare lo statuto della filosofia, la cui nota non contribuisce in nessun modo all'ottenimento della maturità.
È opinione del Consiglio di direzione che le modalità di svolgimento dell'esame di scienze umane (quinto esame di maturità) debbano essere riconsiderate nell'ambito della verifica della riforma.