Dalla "Relazione del Consiglio di direzione sulla gestione dell'anno scolastico 1997/98"

 

La riforma degli studi liceali: il cammino è ancora lungo

 

Con l'inizio del presente anno scolastico è stato dato avvio alla riforma degli studi liceali. I documenti di riferimento che stanno alla base di questa riforma sono l' "Ordinanza del Consiglio federale/Regolamento della CDPE concernente il riconoscimento degli attestati di maturità (RRM)" del 19 gennaio/15 febbraio 1995 e "I piani quadro di studio".

In modo particolare l'art. 5 dell'Ordinanza definisce in modo chiaro gli obiettivi di studio per una scuola che porta alla maturità liceale:

 

Lo scopo delle scuole che preparano alla maturità è quello di offrire ai propri allievi, nella prospettiva di una formazione permanente, la possibilità di acquisire solide conoscenze di base, adatte al livello secondario, e favorire la formazione di uno spirito d'apertura e di giudizio indipendente. Queste scuole non aspirano a conferire una formazione specialistica o professionale, bensì privilegiano una formazione ampia, equilibrata e coerente che dia la maturità necessaria per intraprendere studi superiori e per svolgere nella società tutte quelle attività complesse che essa richiede. Esse sviluppano contemporaneamente l'intelligenza, la volontà, la sensibilità etica ed estetica come pure le attitudini fisiche dei loro allievi.

 

I maturandi devono essere capaci di acquisire un nuovo sapere, di sviluppare la curiosità, l'immaginazione, la facoltà di comunicazione, come pure di lavorare da soli ed in gruppo. Essi esercitano il ragionamento logico e l'astrazione, ma anche il pensiero intuitivo, analogico e contestuale. Imparano così a familiarizzarsi con la metodologia scientifica.

 

I maturandi devono padroneggiare una lingua nazionale ed aver acquisito buone conoscenze di altre lingue nazionali o straniere. Essi devono essere capaci di esprimersi con chiarezza. precisione e sensibilità e imparare a scoprire le ricchezze e le particolarità delle culture di cui ogni lingua è vettore.

 

I maturandi devono sapersi situare nel mondo naturale, tecnico, sociale e culturale nel quale vivono, nelle sue dimensioni svizzere e internazionali, attuali e storiche. Essi si preparano ad esercitarvi la loro responsabilità verso sé stessi, gli altri, lo società e la natura.

 

In questi paragrafi si possono leggere dei punti essenziali che negli ultimi anni sono stati forse dimenticati o poco compresi. Oggi si tende a parlare tanto nel campo della didattica e della pedagogia e ad usare una terminologia spesso incomprensibile. Talvolta però non riusciamo a capire cosa Ci sta dietro, quindi la sostanza. E non bisogna nemmeno lasciarsi inebriare da certe teorie imbevute da bei termini, ma che sotto sotto non portano nessun giovamento all'essere docente. Il modo di concepire oggi l'insegnamento, cioè come vuole la riforma per obiettivi, non è una regola di grammatica che il docente impara dall'oggi al domani. Lasciamo il tempo al docente di entrare in questo "nuovo" modo di insegnare, di adattare la sua personalità di insegnante a questo insegnamento per obiettivi, dove anche il discente assume un ruolo più importante nel processo dell' apprendimento.

Forse vale la pena sottolineare ancora, che questa riforma è un adattamento graduale di un liceo che tutto sommato da noi funziona, ad una nuova forma giuridica voluta dalla Confederazione.

 

E anche durante quest'anno scolastico i gruppi cantonali di settore e disciplinari hanno continuato il loro lavoro di riflessione e di preparazione dei piani di studio cantonali, con un' attenzione particolare ai programmi per le classi seconde (discipline fondamentali e opzioni specifiche). Il lavoro è stato proficuo, senza dimenticare che durante il percorso i vari gruppi, chi più chi meno, ha incontrato delle difficoltà di carattere procedurale e concettuale. Non si possono nemmeno tacere che a livello cantonale si sono avute delle tensioni all'interno di qualche gruppo (ad esempio quello delle lingue e quello delle scienze sperimentali). Queste tensioni sono state dovute a divergenze di opinioni ed alle condizioni di lavoro. Forse non è nemmeno da dimenticare che si è notato qua e là un certo scollamento tra i docenti che lavorano all'interno dei gruppi cantonali e quelli all'interno delle sedi. Forse ciò è dovuto al linguaggio adottato all'interno dei gruppi cantonali e non sempre recepito da tutti e qualche volta respinto da qualcuno.

Anche i gruppi di sede hanno lavorato nell'attuazione del programma di prima e nella redazione dei piani per le seconde, producendo dei documenti che necessitano sicuramente di una verifica su qualche anno. Come si sa, questa è una riforma "in itinere", quindi dopo i primi quattro anni non potremo dire di avere tutto il quadro del regolamento e di piani di studio in ordine. I documenti prodotti vanno veramente intesi come dei documenti di lavoro, da modificare, da affinare, ecc.

Può sembrare che qua e là si sia magari andati oltre il richiesto dai compiti posti dalle risoluzioni dipartimentali, ma come detto, tutto quanto è stato presentato non è niente di definitivo. Il Gruppo di Lavoro sta elaborando una traccia che possa servire a portare i piani di studio cantonali ad una omogeneità di presentazione, ad una lettura degli stessi più facile (deve servire un giorno a genitori ed allievi!). Degli stessi piani di studio cantonali, ed in seguito anche in parte di quelli di sede, dovrà essere fatta una "riduzione", una essenzializzazione, che già fin d'ora sembra più che necessaria. Questo sarà un lavoro che dovrà essere svolto in stretta collaborazione almeno con i rappresentanti disciplinari cantonali, per evitare di incorrere in sbagli e disguidi dettati da troppa fretta o da valutazioni errate.

Ancora una volta è giusto sottolineare che le condizioni di lavoro non sono per niente ottimali, ma è positivo vedere come parecchi docenti si sono dati da fare per svolgere i compiti loro assegnati nell'ambito della riforma degli studi liceali.

Dalla lettura dei verbali dei gruppi di materia (non entriamo nelle peculiarità specifiche delle singole materie) risulta che all'interno della nostra sede i docenti hanno proceduto ad una riflessione sull'attuazione della riforma: chi ritiene (anche giustamente) che un bilancio dopo il primo anno di sperimentazione è prematuro, chi sostiene che, dal punto di vista dei contenuti non è cambiato molto da "prima", in quanto l'insegnamento degli ultimi anni andava già nella direzione voluta dalla riforma stessa.

È utile che i gruppi di materia raccolgano in questi anni degli elementi, delle informazioni di carattere strutturale, epistemologico e pedagogico-didattico che possano poi servire, cammin facendo ed in modo particolare al termine della prima fase completa di attuazione, ad una profonda riflessione sulla struttura adottata dal nostro cantone per la riforma degli studi liceali.

Quando si parla di riforma si pensa subito anche al termine sperimentazione. E questa sperimentazione deve avvenire attraverso la cosiddetta "dotazione oraria di sede" (monte ore). Per essere molto concreti i margini di manovra non sono molto ampi: ci sono delle scelte "obbligate" e poi non rimangono molte ore per dell'altro. Però qualche sperimentazione c'è. Pensiamo ad esempio ai "laboratori" di italiano e di matematica in prima. Se da una parte il laboratorio di italiano è nato a seguito di un'esperienza e quindi basata su delle scelte ben ponderate, quello di matematica è stato visto da parecchi docenti della materia come qualcosa caduto dall'alto. E pensiamo che anche i risultati siano conseguentemente diversi. A livello cantonale e non però a livello di sede sono sorte delle perplessità a questo proposito. Durante l'anno scolastico in discussione, sempre sulla base di una proposta dettagliata, si è svolto anche il "laboratorio" di letteratura italiana per alcune classi seconde. Il resoconto dei docenti coinvolti è stato positivo e quindi il gruppo di italiano ha provveduto a rivedere un po' la struttura ed a chiedere l'estensione del laboratorio di seconda a tutte le classi. Ci auguriamo che, viste le prime indicazioni positive dei laboratori, che speriamo positive anche nei prossimi anni, queste due forme di sperimentazione trovino un posto "ufficiale" all'interno della griglia oraria. Si può immaginare che in futuro possano essere presentate altre forme di sperimentazione; l'attuazione dipenderà poi sempre dalla dotazione oraria di sede che avremo a disposizione. Siamo coscienti della difficile situazione finanziaria che sta attraversando il Cantone, e l'introduzione della riforma degli studi liceali cade purtroppo in questo momento.

Un aspetto qualificante della riforma è il fatto che i gruppi di materia hanno ritrovato la via di un incontro più frequente, più concreto. Solo il fatto di trovarsi, di discutere sugli obiettivi e sui contenuti e di scambiarsi del materiale ha contribuito certamente all'avvicinamento di opinioni, lasciando magari da parte certi personalismi che non aiutano a creare quell'ambiente che dovrebbe regnare all'interno di un istituto scolastico.

 

La riforma continua il suo cammino che sarà ancora lungo. Come abbiamo detto, tutto quanto è stato finora prodotto rappresenta uno strumento di lavoro che abbisogna ancora di parecchie modifiche, sia sul piano strutturale che su quello degli obiettivi e dei contenuti. Si dovranno ora preparare i percorsi per le classi terze e quarte, per le opzioni specifiche nel settore delle scienze sperimentali e per le opzioni complementari. Non da ultimo ci sarà il problema dell' esame di maturità, che dovrà essere svolto in funzione degli obiettivi fissati durante il percorso liceale degli allievi.

Il tempo a disposizione non è stato molto, non abbastanza per approfondire ad esempio la tematica del ruolo formativo e della dimensione culturale di ogni materia liceale.

Le motivazioni per questo lavoro di approfondimento vanno cercate in quanto di innovativo e di realizzabile c'è nella riforma: questo non è però così ovvio, anche perché le condizioni di lavoro non permettono e non invogliano talvolta ad andare un po' più in là di quanto si vede fuori dalla propria finestra.