Napoleone nacque il 5 agosto del 1769, ad Ajaccio
in Corsica. Tuttavia non ricevette un’educazione corsa, ma intraprese una
scuola militare francese(prima ad Autun poi a Brienne e infine a Parigi).In
questo periodo in cui egli era ancora un ventenne sottotenente di artiglieria
intento nelle suoi studi, scoppiò la rivoluzione francese
Napoleone per la sua posizione sociale poteva trarre vantaggio solo dalla vittoria della borghesia sul regime feudale-assolutistico, infatti egli diede il benvenuto alla rivoluzione, scorgendo nella corte e nei reazionari i suoi nemici. Se vi era qualcosa che gli piaceva nella letteratura illuministica fu la dottrina dell’uguaglianza e se vi era qualcosa che lo affascinava nella rivoluzione del 1789 fu la dichiarazione dei diritti dell’uomo, poiché da allora in poi soltanto le capacità personali potevano innalzare l’uomo nella scala sociale.
Dopo la presa della Bastiglia, l’invasione popolare nel palazzo delle Tuileries e l’abbattimento della monarchia nel 1792, Napoleone divenne capitano. In seguito, con l’aiuto della flotta inglese, scoppiò un’insurrezione controrivoluzionaria a Tolone, dove nel 1793 vennero scacciati o massacrati i rappresentanti del governo rivoluzionario. L’esercito rivoluzionario assediò Tolone dalla costa, ma l’assedio fu infruttuoso fino a quando il giovane capitano Bonaparte, nominato aiutante del comandante pose in atto il suo piano d’azione. Bonaparte, dopo un terribile bombardamento, conquistò con un assalto il punto che dominava la rada (Eguilette) e di là aprì il fuoco contro la flotta inglese, che fuggì. Tolone si arrese immediatamente alle truppe rivoluzionarie. Grazie a questa vittoria e grazie alla presenza di Agostino Robespierre, fratello di Maximilien, alla presa della città, fu conosciuto per la prima volta il nome di Napoleone a Parigi. Era l’epoca della dittatura rivoluzionaria di Robespierre, lquando nella Convenzione dominavano i montagnardi. I commissari della Convenzione, in particolare Agostino Robespierre sotto l’influenza di Napoleone, preparavano l’invasione del Piemonte per minacciare di là l’Austria. Ma i piani di Bonaparte non poterono realizzarsi nel 1794 a causa dell’improvvisao tramonto del poter giacobino: l’arresto e il supplizio di Maximilien Robespierre, di suo fratello, di Saint Just, Couthon e tutti i loro partigiani. Napoleone sfuggì alla ghigliottina, ma si diffidava di lui. Tuttavia nel 1795 egli fu ammesso nella sezione topografica del Comitato di salute pubblica, in qualità di generale d’artiglieria.
Nel 1795 la rivoluzione borghese si privò così della sua arma più affilata, la dittatura giacobina e la borghesia cercava ora nuovi mezzi per stabilire durevolmente il proprio dominio. Intanto la Convenzione, che rifletteva le tendenze della borghesia, si spostava (in senso politico) da sinistra verso destra. Nel contempo si accentuava sempre più il contrasto tra il genere di vita dei sobborghi colpiti dalla carestia e la vita gaia della borghesia. Questo fatto portò i sobborghi operai a un assalto della Convenzione; questo assalto venne represso con delle esecuzioni e col disarmo forzato, liberando così la Convenzione dalla minaccia delle masse plebee. Ciò fece sorgere subito il pericolo di una riscossa della borghesia e della nobiltà conservativa, ma il loro assurdo progetto di capovolgere la storia condannava alla rovina tutte le loro imprese. Infatti il loro sbarco in Bretagna fu accolto dalle fucilate dell’esercito francese, che li portò al completo sfacelo. I realisti non si rassegnarono e agirono di nuovo. Le cose stavano così: la Convenzione termidoriana aveva già elaborato la nuova costituzione, secondo la quale a capo del potere esecutivo vi dovevano essere 5 direttorî, mentre il legislativo era affidato a due consigli: il Consiglio dei cinquecento e il Consiglio degli anziani. La Convenzione si preparava a mettere in vigore questa costituzione e a sciogliersi; però, visto che le tendenze reazionarie si rafforzavano e temendo che i realisti si infiltrassero in gran numero nei due consigli, il gruppo dirigente dei termidoriani emanò una legge speciale secondo la quale 2/3 dei membri di ognuno dei due consigli dovevano essere eletti fra i membri della Convenzione. Contro questo decreto arbitrario insorsero una parte della borghesia finanziaria e "l’élite" della media borghesia, si ribellarono inoltre anche i pochi autentici realisti che sognavano il ritorno dei Borboni. I repubblicani-conservatori della borghesia parigina sgombravano così la via alla restaurazione.
Su chi poteva ora appoggiarsi la Convenzione contro
questa sommossa antirivoluzionaria ? Di certo non sulle grandi
masse a causa della brutale repressione appena avvenuta contro i sobborghi
operai. Rimaneva quindi l’esercito che sparava sempre senza esitazione
alle bande realiste, ma il movimento del vendemmiale (settembre) non aveva
per divisa la restaurazione dei Borboni, bensì la lotta contro il
decreto della Convenzione che violava il principio della sovranità
popolare e della libera elezione dei rappresentanti del popolo. La faccenda
era poi ancora più complicata coi generali: essi spesso erano reazionari.
Era reazionario, ad esempio, il generale Menou, (colui che il 4 aprile
aveva sconfitto le rivolte nei sobborghi operai) comandante della guarnigione
di Parigi. Egli infatti consentì una tregua ai reazionari, ritirò
l’esercito, e in questo modo aveva praticamente lasciato la città
in potere agli insorti. Si diffuse così la voce che la Convenzione
rinunciava alla lotta e che il decreto era abrogato. Ma la Convenzione
decise di lottare, essa destituì e arrestò Menou e nominò
Barras comandante supremo; Barras non era un militare, occorreva quindi
nominare un generale. Fu allora che ci si ricordò del giovane generale
che si era distinto a Tolone, Bonaparte venne quindi nominato generale.
Il 13 vendemmiale gli insorti marciarono sulla Convenzione, essi erano
più di 20000, mentre Bonaparte non aveva neanche 6000 uomini; ma
la folla fu accolta da Napoleone col rimbombo dell’artiglieria e vi fu
un terribile massacro. L’insurrezione venne così schiacciata
mediante il cannoneggiamento della folla.
Nel giudizio di coloro che temevano la restaurazione
i cannoni di Bonaparte avevano salvato la Francia dal ritorno dei Borboni.
Gli uomini politici che si erano impadroniti del
potere nei primi tempi del Direttorio (cioè nel vendemmiale 1795)
con a capo Barras, diventato il più influente dei 5 direttori, erano
benevoli verso il giovane generale. Dopo questa vittoria e grazie alle
insistenze di Barras, Napoleone venne nominato comandante. In un
sol giorno egli era quindi diventato comandante della guarnigione di Parigi
e beniamino del potente direttore della repubblica, Barras. In seguito
a questa sua repentina nomina il giovane generale si sposò con Giuseppina
Beauharnais.