7- INIZIO DELLA GUERRA CONTRO L’INGHILTERRA E INCORONAZIONE DI NAPOLEONE (1803-1804)
 

 
Da ambo le parti la pace di Amiens cominciò a sgretolarsi. Bonaparte impediva l’accesso dei prodotti inglesi nei vastissimi mercati a lui soggetti e, tenendo nelle sue mani Belgio e Olanda, poteva minacciare direttamente le coste inglesi. Da parte sua Napoleone riteneva che, conclusa la pace, gli Inglesi avrebbero rinunciato a intervenire negli affari d’Europa e avrebbero riconosciuto la sua egemonia sul continente, ma così non fu. Tuttavia si esitava ancora, gli Inglesi perché erano senza alleati, essendo la Francia in pace con tutte le potenze, i Francesi perché la pace con l’Inghilterra aveva rianimato il commercio grazie alle offerte commerciali e alle ordinazioni dall’Inghilterra. Ma secondo gli Inglesi il primo console aveva cominciato a spadroneggiare un po’ troppo nei territori contigui ai propri, nel 1798 ad esempio sottomise la Svizzera insidiandovi un governo "amico della Francia", dichiarò definitivamente il Piemonte annesso alla Francia, mentre i piccoli sovrani e principi della Germania occidentale temevano Napoleone e l’Olanda era ormai definitivamente nelle sue mani. L’Inghilterra non poteva ammettere l’assoggettamento dell’Europa al dittatore; il console inoltre chiese la restituzione di Malta oppure la guerra. Così nel 1803 cominciò la guerra di Napoleone contro l’Inghilterra che non cessò più fino alla fine del suo regno.

Napoleone occupò l’Hannover, che apparteneva contemporaneamente all’elettore di Hannover e al re d’Inghilterra e confiscò le merci inglesi in tutti i territori soggetti. Intanto faceva dei grandiosi preparativi per allestire una flotta che, approfittando delle nebbie, avrebbe dovuto attraversare la Manica e sbarcare in Gran Bretagna. Intanto il governo inglese, con l'aiuto dei realisti, organizzò  un'attentato alla vita di Napoleone, ma il complotto fu scoperto . A causa di ciò si decise di porre termine a questa situazione in cui il benessere della popolazione dipendeva dalla vita di un solo uomo, per cui i nemici potevano ricorrere all’attentato: bisognava trasformare il consolato a vita in una monarchia ereditaria. Inoltre  tra la borghesia diventava sempre più forte la tendenza al rafforzamento del nuovo ordine di cose creato dalla rivoluzione e da Napoleone e alla sua salvaguardia da qualsiasi attentato dei sostenitori dell’antico regime. Così il 18 aprile 1804 il Senato conferì al primo console Napoleone Bonaparte il titolo di imperatore ereditario dei francesi. Napoleone desiderava che il papa partecipasse alla sua incoronazione, così il pontefice si recò a Parigi nella cattedrale di Notre-Dame per incoronarlo. Quando nel solenne momento PioVII sollevò la corona per porla sul capo dell’imperatore, Napoleone gliela strappò improvvisamente di mano e se la mise da solo sul capo.
Il soldato vittorioso, sorto dalla rivoluzione francese non intendeva ricevere la corona da altre mani fuorché dalle proprie e meno che mai dal capo di quell’organizzazione della cui influenza doveva a malincuore tener conto.
 
 
 
    Ingres, Napoleone in trono,
   1806, Parigi, Musée de l'Armée

Intanto il capo del governo inglese Guglielmo Pitt, dopo il fallimento dell’attentato, aveva raddoppiato i suoi sforzi per creare una nuova coalizione contro la Francia, la terza, che sostanzialmente esisteva già.
 

 

 
Jaques-Louis David, incoronazione di Napoleone I, 1804-1807, Parigi, Louvre
 
 
 

 
 
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