8- LO SFACELO DELLA TERZA COALIZIONE (1805-1806)
 
 

In Francia nel campo di Boulogne era accampato un esercito di prim’ordine che aspettava la nebbia sulla Manica per l’imbarco. La Gran Bretagna era costretta a riporre tutte le sue speranze nella coalizione. L’Austria, che con la pace di Luneville aveva subito perdite enormi, vedeva nella nuova guerra l’unica speranza per non diventare uno stato di second’ordine, inoltre aveva l’occasione di fare la guerra col denaro inglese. Il capo del governo inglese Pitt intanto conduceva trattative analoghe con la Russia, che era interessata all’amicizia con l’Inghilterra dove esportava i prodotti dell’agricoltura e inoltre la nobiltà russa temeva Napoleone in quanto distruttore del regime feudale e del servaggio. Alessandro I entrò così nella coalizione. Intanto Bonaparte, poiché la coalizione si costituiva lentamente, proseguì all’annessione del Piemonte e di Genova, nella primavera del 1805 si proclamò re d’Italia e diede alcuni piccoli territori tedeschi ai suoi vassalli in Germania. Intanto le truppe russe si apprestavano già a congiungersi con gli Austriaci, per Napoleone non vi era più da pensare allo sbarco in Inghilterra. Tolse quindi il grandioso campo di Boulogne, mise in assetto di guerra l’esercito che vi era radunato e il 24 settembre si avviò verso la Baviera alleata, aggirando dal nord l’esercito austriaco sul Danubio. In 20 giorni l’esercito napoleonico denominato la "Grande armata" si trasferì dalla Manica al Danubio. Questo esercito era suddiviso in 7 corpi, ognuno allestito come un esercito indipendente e con a capo un maresciallo; inoltre vi erano sezioni speciali costituite dalle principali forze di artiglieria e cavalleria sotto il diretto comando dell’imperatore. Separata dai 7 corpi, dall’artiglieria e dalla cavalleria vi era la guardia dell’imperatore composta da 7000 uomini scelti.

I corpi dei marescialli Soult e Lannes e la cavalleria di Murat attraversarono il Danubio e apparvero inaspettatamente alle spalle di Mack, generale a capo dell’esercito austriaco, una parte degli austriaci fuggì, ma le principali forze furono rigettate nella fortezza di Ulm. Gli Austriaci erano stretti da tutte le parti. Il 15 ottobre i Francesi si impossessarono delle alture che circondano le fortezza. La situazione di Mack divenne insostenibile e il 20 ottobre 1805 si arrese con quanto rimaneva della sua armata, consegnando la fortezza. La guerra era ormai sostanzialmente persa per la coalizione. Napoleone puntò direttamente su Vienna e il 13 novembre vi entrò e vi nominò governatore un suo generale. L’imperatore d’Austria Francesco fuggì mandando una proposta di armistizio, che però Napoleone non accettò. Ora tutte le speranze della coalizione erano nell’esercito russo, che a sua volta sperava nell’aiuto della Prussia, ma il re di Prussia Federico Guglielmo III era indeciso e temeva sia Napoleone che lo zar.Però, quando seppe che Napoleone aveva violato la neutralità del suo paese facendo attraversare ad alcune sue truppe l’Anspach, stipulò un accordo segreto con lo zar, che prevedeva un ultimatum da parte della Prussia a Napoleone. Subito dopo la presa di Vienna i Francesi riuscirono a conquistare con un inganno, senza combattere, il grande ponte che congiungeva Vienna alla sponda sinistra del Danubio e di lì marciarono sull’esercito russo. Dopo gravosi combattimenti di retroguardie per dar tempo al grosso di allontanarsi, l’esercito russo riucì ad evitare la capitolazione ed arrivò ad Olmütz, dove si trovavano i due imperatori ( lo zar e il re di Prussia). Napoleone si arrestò non lungi da Olmütz; egli sapeva che stava per giungere l’ultimatum della Prussia, era ansioso di combattere e riuscì ad ingannare il nemico per indurlo alla guerra, dandogli l’impressione che era giunto il momento buono per sconfiggere i Francesi. A questo scopo egli ordinò agli avamposti di iniziare la ritirata e mandò allo zar una proposta di armistizio, ciò fece pensare al nemico che solo una durissima necessità aveva potuto costringere il primo stratega del mondo a comportarsi così. Lo zar gli mandò un principe per le trattative, ma Napoleone pose fine al colloquio dichiarando che non poteva accettare le condizioni che gli erano state poste. Così il 2 dicembre 1805 ad Austerlitz si ebbe una sanguinosa battaglia, una delle più importanti della storia. Napoleone indovinò che i Russi e gli Austriaci avrebbero cercato di tagliargli la strada di Vienna e del Danubio per circondarlo e respingerlo a nord; per questo lasciò indifesa questa parte del suo schieramento, facendo arretrare intenzionalmente il suo fianco destro. Quando i russi avanzarono verso il loro obbiettivo egli li schiacciò col grosso delle sue forze che occupavano le alture di Pratzen, premendoli al limite degli stagni semigelati. Interi reggimenti annegarono o furono distrutti dalla mitraglia francese, altri si arresero e i due imperatori fuggirono. Francesco chiese un colloquio col vincitore e l’incontro avvenne nell’accampamento napoleonico non lontano da Austerlitz; Bonaparte chiese anzitutto che quanto restava dell’esercito russo uscisse dall’Austria e condusse le trattative di pace con la sola Austria.

Intanto il 21 ottobre 1805 a Trafalgar l’ammiraglio Nelson aveva distrutto la flotta francese, ma si sapeva che ora Napoleone, disponendo dei più ricchi porti del continente aveva i mezzi per allestirne un’altra, così l’Inghilterra offrì la pace all’imperatore Intanto giunse il diplomatico prussiano con l’ultimatum, ma , vedendo che la guerra era già persa, non lo presentò, Napoleone lo perdonò a patto che la Prussia diventasse sua alleata, cedesse alla Baviera l’Anspach e alla Francia Neuchâtel e Clèves, in cambio Napoleone rinunciò alll’Hannover; il re di Prussia accettò. La Baviera, alleata della Francia, ebbe inoltre il Tirolo dall’Austria, ma consegnò a Napoleone la ricca regione industriale di Berg. L’Austria cedette a Napoleone -re d’Italia- Venezia e il Veneto, il Friuli, l’Istria e la Dalmazia. La pace di Presburgo fu conclusa il 25 dicembre 1805 e alcuni giorni prima era stato firmato il patto di alleanza tra Napoleone, Baviera, Würtemberg e Baden. Napoleone occupò inoltre il regno di Napoli e vi nominò re suo fratello Giuseppe, poiché i sovrani precedenti, dopo Trafalgar, erano entrati in rapporto con la coalizione

Il 12 luglio 1806 la Baviera, il Würtemberg, Ratisbona, il Baden, il Berg, l’Assia-Darmstadt, il Nassau e altri 8 principati tedeschi, sotto ordine di Napoleone si allearono e formarono la Confederazione del Reno, di cui Napoleone fu "eletto" protettore. Inoltre un gran numero di signorotti indipendenti, prima sottoposti agli Asburgo, furono assoggettati ai sovrani della Confederazione. La potenza napoleonica penetrava così nella Germania, minacciando l’integrità della Prussia. Napoleone nominò Murat granduca di Clèves e di Berg, il maresciallo Berthier principe di Neuchâtel, suo fratello Luigi re d’Olanda, Talleyrand principe di Benevento, Bernadotte principe di Pontecorvo (Italia meridionale) che non erano neanche suoi vassalli, ma suoi luogotenenti. Inoltre il re di Prussia vedeva che Napoleone continuava a tenersi l’Hannover e seppe che il nuovo capo del governo inglese trattava con Napoleone per la pace e che Bonaparte intendeva cedergli l’Hannover. In più Bonaparte continuava a innalzare barriere doganali e altri ostacoli tra i suoi possedimenti vassalli e la Prussia, mentre Inghilterra e Russia, benché conducessero infruttuose trattative di pace con Napoleone, la incoraggiavano e le facevano promesse. Federico GuglielmoIII chiese così a Napoleone il ritiro delle truppe francesi dalle frontiere prussiane e Napoleone, che nel frattempo si era preparato alla nuova guerra, varcò la frontiera alla testa della Grande armata.
 
 

cartina e cronologia del periodo napoleonico
 



 

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