5- I PRIMI PASSI DEL DITTATORE
 
 

Dopo il 18 brumaio vi furono 15 anni di monarchia assoluta e il generale Bonaparte divenne l’autocrate del popolo francese, nei primi 5 anni come console e negli altri 10 come imperatore. In questa dittatura militare le istituzioni statali avevano lo scopo di mettere in atto l’unica volontà suprema e dovevano essere le forme esteriori più appropriate per eseguire più rapidamente possibile gli ordini dell’autocrate. Anche nei paesi sotto il suo dominio, dove egli metteva al potere i suoi fratelli o i suoi marescialli o lasciava i monarchi vinti, gli si doveva obbedire ciecamente sennò si perdeva il trono. Tuttavia il consolato è considerato come l’epoca in cui fiorirono il commercio, l’industria le scienze e le arti, ciò è dovuto al fatto che proprio in quell’epoca Napoleone diede una solida base alla struttura amministrativa, giuridica e sociale, tanto che questo apparato amministrativo centralizzato c’è ancora al giorno d’oggi. Bonaparte creò inoltre le condizioni che assicurarono il tranquillo guadagno nel commercio e nell’industria, cioè la sistemazione e l’attuazione di tutto ciò per cui la borghesia aveva partecipato alla rivoluzione del 1789. Napoleone creò uno stato che assicurava il dominio economica della borghesia.
 
Bonaparte cominciò con l’organizzare il nuovo potere, cioè col dare una forma alla propria autocrazia. Un mese dopo il colpo di stato la nuova costituzione infatti era già pronta, e, anche se dapprima era stato promesso che la popolazione l’avrebbe votata, Napoleone la mise subito in vigore prima del plebiscito. A capo della repubblica c’erano tre consoli, dei quali il primo aveva pieni poteri mentre gli altri due avevano solo il voto consultivo. I consoli nominavano il Senato e questo a sua volta nominava i membri del Corpo legislativo e del Tribunato, tratti da parecchie migliaia di candidati eletti dal popolo. Tutto il potere era nelle mani di Napoleone. Bonaparte inoltre non tollerava la libertà di stampa, infatti soppresse 69 dei 73 giornali che allora esistevano in modo che ne rimasero solo 4 sotto la stretta sorveglianza del ministro di polizia.

A questo punto i due problemi principali di Napoleone furono quello della cessazione della guerra civile nella Francia meridionale e quello dell’estirpazione del banditismo. Distrusse le bande brigantesche che verso la fine del Direttorio avevano reso impraticabili le strade della Francia centrale e meridionale, in Vandea e Normandia meridionale schiacciò i realisti che, con l’aiuto degli inglesi, stavano conducendo una lunga guerriglia contro il governo. I successi dell’esercito governativo, la promessa dell’amnistia, l’attenuazione della politica anticlericale e la speranza che i Borboni e i loro seguaci avevano nella restaurazione da parte di Bonaparte della precedente monarchia,diminuì la capacità combattiva degli "scioani".
 
La borghesia era contenta del nuovo orientamento nella politica finanziaria, dell’istituzione del controllo e della repressione delle malversazioni in seguito alle quali diminuirono sensibilmente i ladrocini. La contabilità e il controllo erano organizzati in modo tale che ogni centesimo dello stato veniva registrato in modo esatto; anche nell’esercito venne introdotta la nuova organizzazione amministrativa. Napoleone conservò la divisione della Francia in dipartimenti, ma eliminò le autonomie locali; furono abolite le cariche e le assemblee elettive, da allora in poi il ministro degli interni nominava un prefetto ( cioè un piccolo imperatore locale) per ogni dipartimento; il prefetto nominava i consigli municipali e i podestà (maires) delle città e dei comuni. Alle dipendenze del prefetto c’era un organo consultivo detto "Consiglio centrale" per essere meglio informato sui bisogni del dipartimento. Il ministero degli interni dirigeva l’intera vita amministrativa del paese ed erano pure di sua competenza il commercio, l’industria, i lavori pubblici e altri settori che poi Napoleone gradualmente assegnò ad altri ministeri. Egli affidò la difesa dai nemici interni al ministro di polizia  indipendente dal ministero degli interni posto alle sue dirette dipendenze. Nominò un prefetto della polizia di Parigi che, benché subordinato al ministro della polizia, faceva la propria relazione personale al primo console ed era uno strumento di controllo e di informazione che doveva seguire l’ormai troppo potente ministro della polizia. Bonaparte divise la sua polizia politica in due o tre corpi che non solo sorvegliavano i cittadini, ma si sorvegliavano anche reciprocamente. A capo del ministero di polizia mise Fouché ma istituì anche un corpo di spie che avevano il solo compito di spiare Fouché, e per esser informato se Fouché si fosse accorto di ciò e avesse cercato di corromperle, Bonaparte si provvide di una terza serie di spie che avevano il compito di sorvegliare le spie che vigilavano Fouché. Durante il primo inverno del nuovo regime Napoleone aveva dunque organizzato un efficiente apparato statale centralizzato, diretto dall’"élite" burocratica di Parigi.


La " costituzione dell’annoVIII della Repubblica" dava tutto il potere a Napoleone, che si autonominò primo console per 10 anni, egli inoltre nominava il Senato (costituito da 80 membri), tutti i ministri e funzionari civili e militari e tutti erano esclusivamente responsabili verso di lui. Il Senato sceglieva i membri delle due magistrature che dovevano rappresentare il potere legislativo (Tribunato e Corpo legislativo). Fu creato inoltre il Consiglio di Stato nominato direttamente dal  primo console. L’apparato legislativo funzionava così: il Governo presentava il suo progetto di legge al Consiglio di Stato, che lo elaborava e lo presentava a sua volta al Tribunato. Il Tribunato dopo aver espresso il suo parere (esso aveva solo il potere consultivo) lo passava al Corpo Legislativo che non aveva il diritto di discuterlo, ma poteva prendere decisioni in merito. Dopo di ciò il disegno di legge veniva sanzionato dal console e diveniva legge. Questa macchina "legislativa", intenzionalmente assurda, era la muta esecutrice degli ordini di Napoleone. L’attività di queste magistrature era inoltre avvolta dal segreto d’ufficio e Napoleone poteva addirittura presentare il proprio schema direttamente al Senato che emanava la legge come "senatus consultum", in definitiva l’intero potere legislativo, come pure l’esecutivo, erano totalmente nelle mani di Bonaparte.
 
 
 
 

 Ingres, Napoleone Bonaparte primo console,
 1804, Liegi, Musée des beaux arts

Nella primavera del 1800 Napoleone aveva così portato a termine gli affari più urgenti: aveva fatto piazza pulita delle bande brigantesche, aveva preso misure per rendere meno aspra la situazione in Vandea, aveva centralizzato l’amministrazione, aveva introdotto misure per debellare il depredamento degli speculatori e aveva costruito un’immensa rete di spionaggio poliziesco di grande importanza che coprì rapidamente il paese.
Ora il destino della sua dittatura in Francia era strettamente legato ai risultati della campagna che si accingeva a fare. O egli avrebbe di nuovo tolto l’Italia settentrionale agli Austriaci, o gli alleati sarebbero di nuovo apparsi alle frontiere francesi. Così l'8 maggio 1800 partì per una nuova guerra.
 
 


 
 
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