VALANGHE: PERICOLO DI MORTE
Istituto Federale per lo studio della neve e delle valanghe
 
 
 

La neve è un elemento che mette in gioco forze enormi, basti pensare che un mq di neve fresca appena caduta ha una massa di circa 500 Kg. Pochi cm di neve di troppo oppure uno sciatore sprovveduto bastano a scatenare l’inferno. Una valanga di medie dimensioni travolge devastando tutto quello che trova sul suo percorso in quanto la sua velocità può toccare punte di 250 – 300 Km/h.
Allo scopo di studiare questo elemento, nel 1931 è nato a Berna l’Istituto svizzero per lo studio della neve e delle valanghe che nel 1936 ha fatto co-struire il primo laboratorio di ricerca sulla neve, sul Weissfluhjoch (sopra Davos, Parsenn) a 2662 m.s.m. Allora esisteva solo una piccola baracca, con l’unico scopo di prevenire le valanghe. Questo tuttavia non era pen-sato tanto per gli sciatori bensì per gli abitanti di paesi a rischio. Per la loro sicurezza venivano studiati i più efficaci sistemi di riparo come terrapieni ecc. Dai primi studi sulla neve si è potuto stabilire che si aveva a che fare con un elemento molto complesso. Le misurazioni effettuate erano tutte manuali e i dati venivano elaborati solo in seguito. Si trattava del primo centro in Svizzera creato appositamente per questo scopo. Dalla nascita di questo istituto, in tutto il nostro paese sono stati creati numerosi centri di misurazione manuale (attualmente un’ottantina).
Quello di Davos resta comunque il centro più grande per importanza, di-mensione e numero di persone impiegate che sono circa una cinquantina. Infatti a fine Novembre 1996 il centro è stato diviso in due parti: la sede principale a Davos-Dorf e la stazione di ricerca sul Weissfluhjoch. Il pri-mo edificio è adibito alla ricerca scientifica e all’elabora-zione dei dati allo scopo di stilare giornalmente un bollettino sulle valan-ghe. Il secondo è adibito alle misurazioni e alla sperimentazione (per esempio ripari antiva-langa). Al giorno d’ oggi, anche se non si può fare a meno dei centri di mi-surazione manuale, i dati vengono raccolti per lo più da stazioni di misura automatica (vedi illustrazione). Questi apparecchi forniscono ogni trenta minuti i dati relativi  alla neve (altezza e tempera-ture a varie profondità), all’aria (temperatura e umidità) e al vento. Queste stazioni (vedi schema) sono divise in due unità: la prima sulla cima di una montagna o su una cre-sta  (vento + aria) e la seconda su un pendio (aria + neve). I dati raccolti vengono spediti via radio a un ricevitore a valle, che li spedirà via modem al centro di Davos. I centri di misurazione manuale forniscono tutti i dati come le stazioni automatiche, inoltre possono dare informazioni sulla stra-tificazione del manto nevoso, molto importante per prevenire le valanghe a lastroni, che sono le più pericolose per gli sciatori. Unico neo delle misu-razioni manuali è il tempo impiegato. Infatti vengono effettuate ogni 10-14 giorni contro i 30 min. delle stazioni automatiche. Anche persone come guide alpine, con rapporti dettagliati possono contri-buire alla creazione del bollettino in quanto si trovano a stretto contatto con la neve.
Da metà ottobre a metà aprile, ogni giorno alle 15.00, cinque esperti si ri-uniscono in una sala del centro di Davos con lo scopo di preparare il bol-let-tino delle valanghe. Gli esperti dispongono delle misurazioni manuali, au-tomatiche e delle previsioni metereologiche di tutti i paesi confinanti, vale a dire Francia, Germania, Austria e Italia. Sono inoltre in contatto venti-quattro ore al giorno con il satellite in orbita geostazionaria sopra l’ Eu-ropa.

A Cura Elia & Elia III D

1. Preparazione del bollettino delle valanghe


 

2. Carta dell'innevamento


 

3. Il primo Iistituto sul Weissfluhjoch