NUOVI SVILUPPI DELLA MEDICINA A DAVOS
 
 

Davos Dorf e Platz cominciarono ad essere frequentati assiduamente nel corso del XIX sec. , dopo che il Dr. Spengler scoprì verso il 1860 che l’aria di alta montagna era adatta ai pazienti con malattie a lungo decorso. Davos divenne in pochissimo tempo il più importante luogo di cura per i malati di tubercolosi . Il clima asciutto e fresco di Davos fece guarire più della metà dei pazienti. Grazie agli antibiotici e al crescente benessere la tubercolosi scomparì dall’Europa e gran parte dei sanatori di Davos vennero chiusi e trasformati in hotel sportivi o cominciarono ad interessarsi a nuovi aspetti della medicina.
Quest’ultimo è il caso del SIAF (istituto di ricerca contro l’asma e le malattie allergiche) e dell’AO (centro di ricerca dell’osteosintesi).
Il SIAF studia l’immunologia e l’attivazione delle malattie allergiche, in particolare le cause delle allergie, dell’asma e degli eczemi allergici. Abbiamo visitato diversi laboratori dove si ricercano i geni responsabili delle allergie per ricavare proteine in grado di combattere la malattia o si studiano delle cellule che, separate tramite degli anticorpi, presentano diversi profili. Grazie a queste tecnologie si riduce al minimo l’utilizzo di cavie da laboratorio.
L’AO si occupa della ricerca dell’osteosintesi (cura delle fratture). Si tratta di una fondazione privata che si autofinanzia grazie alla vendita di prototipi. Il centro sperimenta protesi sintetiche, trapianta ossa ottenute in laboratorio, compie ricerche sull’osteoporosi, …
A questo scopo lavorano dentisti, chimici, biologi, ingegneri, informatici provenienti da tutto il mondo. Per lo studio vengono impiegate cavie (pecore, topi, cani, conigli,…).

Dopo il successo all’inizio del secolo delle cliniche per il trattamento della tubercolosi, oggi Davos  si può definire un centro d’avanguardia nel campo medico, che può contare su un ospedale, sei cliniche per adulti, una clinica pediatrica, centri per lo studio delle allergie e dell’osteosintesi, per un totale di 1290 posti letto.

A cura di Daphne e Patrizia IIIA