
Istituto svizzero di ricerca contro l’asma e contro le
malattie allergiche
Direttore: Kurt Blaser
È un istituto molto importante dal punto di vista
medico in quanto le cause delle allergie non sono ancora chiare.
La lingua ufficiale di questo istituto è l’inglese.
Un terzo del personale che vi lavora è formato da studenti. La maggior
parte dei ricercatori proviene dalla Germania e dall’Inghilterra, ma sono
presenti anche ricercatori sviz-zeri, turchi e francesi.
L’istituto viene fondato nel 1905 come luogo di ricerca
per la tubercolosi, che era la malattia più frequente.
Davos era infatti il luogo ideale per la cura di questa
malattia, in quanto il clima di alta montagna secco e ventilato, in inverno,
favoriva notevol-mente la guarigione. All’inizio del secolo c’erano a Davos
più di cento cli-niche per la cura della tubercolosi. Al momento
in cui si è trovato il meto-do per debellare la tubercolosi non
era più necessaria l’attività dell’istituto, che diventa
nel 1961 “Istituto svizzero per la ricerca sulla medicina e sul clima d’alta
quota”. Nel 1988 diventa l’attuale SIAF (Istituto svizzero di ricerca contro
l’asma e contro le malattie allergiche).
L’allergia è al giorno d’oggi una malattia importante,
in quanto un quarto della popolazione ne è affetta.
I risultati ottenuti dal SIAF nel campo della ricerca
vengono pubblicati su riviste scientifiche internazionali e vengono comunicati
al pubblico du-rante i congressi.
L’istituto è formato da diversi laboratori per
lo studio delle allergie e dell’asma.
Nei laboratori di biologia molecolare vengono studiati
i fattori che provo-cano le allergie: all’interno delle proteine (circa
60 – 100 proteine sul to-tale esistente possono provocare reazioni allergiche)
si cerca di individuare i singoli geni responsabili di queste reazioni.
Una volta individuati i geni responsabili si cercano degli antigeni in
grado di modificare la proteina e di renderla inoffensiva per l’organismo.
È utile notare che esistono allergie più
comuni (ad es. l’allergia al fieno) ed altre meno; esse possono avere anche
livelli di pericolo molto diversi per l’individuo (ad es. l’allergia alle
api può risultare mortale nel caso di una seconda puntura).
Spesso basta una piccolissima quantità di allergene
(circa 10-12 g) per pro-vocare una reazione allergica.
Alcune allergie, come per esempio l’allergia alle api,
vengono curate at-tualmente con trattamenti abbastanza brutali, iniettando
nell’individuo al-lergico grandi dosi di veleno (in clinica).
Un’altra allergia con gravi conseguenze cliniche è
quella ai funghi che può provocare la distruzione dei polmoni.
Per quanto riguarda la ricerca nel campo delle malattie
asmatiche si proce-de osservando il profilo delle cellule malate che derivano
da “lavaggi pol-monari” e confrontandolo con quello di cellule sane.
Il problema dell’asma è sempre esistito e non
è in aumento come si sente ripetere spesso. Al giorno d’oggi si
discute molto della malattia in quanto è aumentata la sensibilità
della popolazione attorno a questo problema.
La predisposizione genetica alla malattia è del
30% della popolazione to-tale, di questa percentuale il 70% sviluppa la
malattia.
A cura di Simona e Chiara 3D
1. L’entrata del SIAF
2. Lezione introduttiva al Siaf
3. Il dottor Crameri (capo del gruppo di lavoro di allergia molecolare)