La presenza russa:
In Russia si sapeva veramente poco di Davos: se ne conosceva
l’ubicazione e il suo clima favorevole alla guarigione dalla tubercolosi.
Il primo turista russo che nel 1884 giunse a Davos per
una visita ad un’amica ricoverata per malattia polmonare, fu il famoso
compositore P. I.
Tschaikowsky.
Dal 1892 sino alla fine del secolo, la presenza russa
costituiva solo l’1% degli ospiti di Davos, ma quando nel 1912, la prima
guida su Davos fu pubblicata in Russia, la cittadina grigionese subì
un afflusso tale da portare la popolazione russa all’11%.
Siccome in Russia la mortalità per tubercolosi
era all’inizio del secolo molto più alta che in Inghilterra e mancavano
cliniche appropriate, la Svizzera divenne nel XIX secolo la meta favorita
dai nobili russi (Davos in particolare).
Come gli inglesi, i russi vi importarono la loro cultura,
le loro tradizioni, i loro circoli culturali, un loro giornale e le loro
feste.
Nel 1899 costruirono la loro biblioteca, l’odierno Hotel
Europe, mentre l’Hotel Bernina (in passato l’Hotel Kaiserhof) era luogo
di ritrovo dei nobili russi. La loro chiesa, di stampo ortodosso ed oggi
non più presente, risale invece al 1912. Altri edifici russi oggi
non sono più reperibili.
A partire dal 1900 furono creati molti circoli russi,
aventi come obiettivo il sostenimento finanziario della ricerca per la
cura delle malattie polmonari, e la creazione di pensioni russe, sanatori,
teatri, creando un vero e proprio mondo a se stante.
A cura di F.Wastavino e L.Lupi, IIIA