COLONIE STRANIERE A DAVOS:
I Russi e gli Inglesi
 
 
 
La presenza inglese:
Fu nel 1780 che il primo pioniere inglese, William Coxe, giunse a Davos, attirato dall’aria buona e dalla quiete.
Nel 1869 fu costruita invece la prima villa inglese, a Davos Dorf, e circa dieci anni dopo, venne pubblicata a Londra la prima guida su Davos, probabilmente scritta da una misteriosa Elizabeth Mac Morland, la quale a partire dal 1781 si era stabilita per ragioni di salute a Davos, con la sua famiglia.
Da questo momento in poi, sempre più inglesi giunsero a Davos, attratti dalla possibilità di guarigione dalla tubercolosi, stabilendosi per un periodo più o meno lungo, nelle case di cura.
Il primo hotel inglese fu costruito a fine secolo, sempre su richiesta di Elizabeth Mac Morland, che propose di creare un punto di ritrovo per soli turisti britannici(il “Belvedere”, ancora oggi in attività), cosicchè tutta la popolazione britannica si condensò nei suoi immediati dintorni, dando vita al cossiddetto quartiere inglese(1900).
Naturalmente, tutti i turisti che soggiornavano a Davos erano ricchi nobili, e studiosi, e importarono le loro tradizioni e le loro feste, le loro tendenze ed i loro costumi, quali gli sport invernali come il pattinaggio e il curling.
Questi ospiti stranieri, una volta stabilitisi a Davos, si organizzarono in una comunità omogenea, con le proprie associazioni culturali, commerciali, e sportive.
Inoltre, nel 1883, venne costruita la prima chiesa evangelica riformata, dedicato a St. Luke e, tre anni dopo, sorse una biblioteca che divenne una delle più fornite del continente, con i suoi 6000 volumi.
 

  
 

La presenza russa:
In Russia si sapeva veramente poco di Davos: se ne conosceva l’ubicazione e il suo clima favorevole alla guarigione dalla tubercolosi.
Il primo turista russo che nel 1884 giunse a Davos per una visita ad un’amica ricoverata per malattia polmonare, fu il famoso compositore P. I.
Tschaikowsky.
Dal 1892 sino alla fine del secolo, la presenza russa costituiva solo l’1% degli ospiti di Davos, ma quando nel 1912, la prima guida su Davos fu pubblicata in Russia, la cittadina grigionese subì un afflusso tale da portare la popolazione russa all’11%.
Siccome in Russia la mortalità per tubercolosi era all’inizio del secolo molto più alta che in Inghilterra e mancavano cliniche appropriate, la Svizzera divenne nel XIX secolo la meta favorita dai nobili russi (Davos in particolare).
Come gli inglesi, i russi vi importarono la loro cultura, le loro tradizioni, i loro circoli culturali, un loro giornale e le loro feste.
Nel 1899 costruirono la loro biblioteca, l’odierno Hotel Europe, mentre l’Hotel Bernina (in passato l’Hotel Kaiserhof) era luogo di ritrovo dei nobili russi. La loro chiesa, di stampo ortodosso ed oggi non più presente, risale invece al 1912. Altri edifici russi oggi non sono più reperibili.
A partire dal 1900 furono creati molti circoli russi, aventi come obiettivo il sostenimento finanziario della ricerca per la cura delle malattie polmonari, e la creazione di pensioni russe, sanatori, teatri, creando un vero e proprio mondo a se stante.
 


 
 

A cura di F.Wastavino e L.Lupi, IIIA