AO ASIF FOUNDATION
AO Arbeitsgemeinschaft für Osteosynthesefragen
ASIF Association for the Study of Internal Fixation
 

 
Questo centro rappresenta solo uno dei molti istituti di ricerca a livello mondiale presenti a Davos ed è all’avanguardia nel campo dell’osteosin-tesi (ricostruzione delle ossa danneggiate).
Il modernissimo edificio che ospita l’istituto, attrezzato con le più avanzate tecnologie, ha una superficie di 5000 mq a disposizione di settanta scien-ziati che operano in diversi campi. Il personale è composto da équipes in-ternazionali di ingegneri, chimici, biologi molecolari e medici. Gli studiosi provengono infatti da Germania, Svizzera, USA, Inghilterra e Polonia.

L’AO Foundation è un centro privato quasi totalmente autofinanziato. I fondi provengono in massima parte dalla vendita dei brevetti dei materiali messi a punto dai ricercatori stessi. Il resto del fabbisogno finanziario è coperto dall’industria chimica e da fondazioni varie.

Il centro si occupa dello sviluppo di materiali atti alla ricostruzione di ossa danneggiate, in special modo placche metalliche in titanio, viti e ingab-biature per la colonna vertebrale.
Vengono inoltre sviluppati materiali polimerici, cioè spugne sintetiche che vengono applicate all’osso allo scopo di favorire la rigenerazione del tes-suto osseo. Queste spugne si sciolgono dopo un determinato lasso di tempo senza causare danni all’organismo ospitante.

Sia le placche in titanio sia i nuovi polimeri vengono testati su animali vivi utilizzando una particolare procedura che consiste dapprima nel praticare una frattura nell’osso di un animale (topi, conigli, pecore) che in un  se-condo tempo viene curata con le nuove tecniche a disposizione. Dopo la convalescenza, gli animali trattati subiscono un’iniezione letale allo scopo di estrarre l’osso curato che verrà poi sottoposto a test di torsione in labo-ratorio. Dopo che questa procedura è stata ripetuta più volte su altri cam-pioni animali, superando tutti i test, i materiali sono pronti per la speri-mentazione in clinica.

A cura di Marco Casartelli e Alan Hinder -3D-